10 consigli per leggere di più (e meglio!)

Mi chiedete spesso, se non spessissimo, qual è il metodo che adotto per leggere così tanti libri (che poi non son mica così tanti) e, soprattutto, talvolta così impegnativi.
Sfatiamo il grande mito: non esiste una regola aurea assoluta e universale capace di farvi carburare pagine come se non ci fosse un domani; non si può leggere bene e in fretta, le due cose non vanno di pari passo quando si parla di lettura come impegno e come arricchimento piuttosto che come sfoggio sociale. Detto questo, cioè premesso che non troverete qua sotto i dieci comandamenti del lettore modello, ma semplici pareri per incrementare qualitativamente e quantitativamente le vostre letture; andiamo a vedere i miei – personalissimi – dieci consigli per leggere più libri e farlo meglio, senza che ne vada della vostra vita né del valore del testo!

1 – ASSUMERE UNA POSTURA CORRETTA

E’ oggettivamente vero che leggere da straiati, accoccolati dalle coperte e magari col suono della pioggia in sottofondo si posa divinamente con un bel libro. Eppure, specie se quel libro è un trattato filosofico, capiterà di crollare perdutamente nei sogni dopo qualche riga.
Il mio suggerimento? Leggete seduti, magari su una scrivania o, ancora, a gambe incrociate sopra il materasso (ma anche all’aperto, su una panchina, uno scoglio, un sedile del treno!): comodità e attenzione in una mossa sola.

2 – LEGGERE IL LIBRO GIUSTO PER IL MOMENTO GIUSTO

Non ostinarti, non puoi leggere Kant dopo il lavoro, così come sarebbe uno spreco dedicare a un fumetto le tue migliori energie cognitive del primo mattino, specie se il tuo intento è ottimizzare le letture.
Ricorda che ogni periodo della tua vita procede a ritmi diversi . Ognuno ha la sua cadenza, la sua marcia: non puoi carburare con Hegel d’estate o con l’enigmistica in vacanza. Adegua la qualità e difficoltà del tuo libro allo stile di vita che svolgi. Ci sarà sempre tempo per quei mattoni stipati in un angolo, non avere la superbia di doverli consumare nel momento sbagliato: finirai per leggere male e poco.

3 – RAZIONALIZZARE LE DOSI

Certo, si dovrebbe leggere ‘senza fretta ma senza sosta’, senza barriere né limiti sovraimposti. Eppure a tutti noi lettori piace superare quel record di libri consumati al mese, imbattuto da anni.
A mio avviso un buon metodo, che a prescindere aiuta nella gestione del tempo libero e della lettura, è quello di dividere virtualmente le pagine in dosi razionalizzate sulla base del tempo di cui disponiamo. Un ottimo stimolo sono poi quelle che io chiamo le ‘mete del lettore’: paragrafi, capitoli, parti; tutte mete a cui “entro stanotte” si vuole arrivare, aiutano e motivano senza che ci si senta obbligati.

4 – LEGGERE CON LA GIUSTA LUCE

Il lume di candela sarà indicato per una cena romantica, ma affrontare un volume corposo con la tenue illuminazione di una abatjour smorta non farà altro che ostacolare la fluidità della lettura, affaticare l’occhio e appesantire l’esperienza. Prediligi la luce naturale del mattino, lampade da scrivania, led specifici o strumenti spartani che aprano la pagina, risaltino i caratteri e diano freschezza al libro.

5 – INFORMARSI SU COSA (E CHI) SI LEGGE

Affrontare Platone o Aristotele; Cartesio o Agostino; Bauman o Rousseau; Michela Murgia o Fusaro non è la stessa cosa. Ciascuno di loro ha prodotto in epoche, stili, forme, con obiettivi, per destinatari e committenti molto diversi. Sappi che il dialogo ha un suo senso, il trattato un altro; l’aforisma una funzione, il sistematismo un altro ancora.
Impara a informarti su chi leggi, sulla sua vita e i suoi interessi: capirai molto di più di ciò che leggerai, coglierai più sfumature, sarà tutto più interessante, scorgerai le sottigliezze e poi chissà, magari giungerai a testi affini. Leggere senza coscienza, inconsapevolmente e immotivatamente rende l’atto privo di profondità e ricercatezza.

6 – CONCEDERSI DELLE PAUSE

Una delle cose che più mi capita è arrivare a una certa fase in cui ciò che leggo perde senso anche se letto mille volte. Ho sonno, sono spento e demotivato. La soluzione sta fuori dal libro. Alzati, fai qualche pausa, anche con ragioni sensate: vai a bere, mangiare, mettiti il pigiama o accarezza il tuo cucciolo. Staccando la spina e riattaccandola ti sentirai più attivo e, cosa indispensabile, avrai modo di pensare a ciò che leggi.

7 – INIZIARE DALLE BASI

Non si arriva in cima senza aver scalato. Non pretendere troppo da te stesso. Non si legge bene e facilmente Heidegger se non lo si conosce, non si va su Recalcati se non si è passati per qualcosa di più frivolo o semplicemente (magari per il lessico, la sintassi, il pensiero) più basico.
In tanti mi chiedete con cosa si deve iniziare. Non esiste un a priori per me. Per esperienza ho notato che per andare spediti (ma soprattutto capire a dovere) un testo, bisogna conoscerne i capisaldi. Il Corpus Ermeticum non è nulla senza il neoplatonismo, Leibniz non si capisce senza il razionalismo metafisico.
Inizia con qualcosa di semplice, elementare, poi sali su fino alle vette più acute, ma datti tempo!

8 – CONDIVIDERE LE PROPIRE LETTURE

Da quando ho aperto il profilo instagram e il blog devo ammettere che sono migliorati i ritmi e le rese. Dovendo pubblicare, recensire e postare spesso riesco ad auto-motivarmi e accrescere l’interesse; poter condividere con voi i miei interessi e le mie letture le rende più vive e piacevoli; a furia di suggerimenti, feedback e ispirazioni non smetto mai di imparare e amare le letture, anzi, vedo che velocizzo coi tempi catturando ancora più sfaccettature dei testi.

9 – IL GIORNO E’ MEGLIO DELLA NOTTE

Personalissimo parere: le risorse psico-fisiche mattutine sono impagabili. Si è tonificati, energici e rilassati. Dopo un bel caffè, qualche stiracchiamento e aria fresca per le camere, cosa c’è di più invitante di qualche ora tra le righe di un sociologo, del nuovo saggio o del grande classico che da sempre volevi leggere con dovizia?
La notte sarà anche ispiratrice, ma per via del lavoro, dello stress accumulato durante il lavoro, dopo la cena e una doccia cado in catalessi acuta in tre nanosecondi. Certo, leggo, almeno ci provo, ma leggo poco e male. Ogni volta dimentico dov’ero arrivato e di cosa si parlava. Per fortuna recupero al risveglio, sotto i raggi del sole, il profumo del mattino e il silenzio domestico.

10 – S-COLLEGATI!

Dulcis in fundo et conditio sine qua non. Vuoi leggere bene? Vuoi amare ciò che ti piace? Vuoi immergerti in quel libro, in quei racconti, in quel discorso?
Bene, scollegati da ogni dispositivo disturbante o sarai tentato da squilli, trilli, vibrazioni, likes, commenti e aggiornamenti. Collegati piuttosto con ciò che davvero desideri: te e il tuo libro, nulla e nessuno di più
Ci sarà tempo di fotografare la copertina, registrare su whatsapp o rovistare su google anche più tardi.
Leggere è un impegno, un’azione che va rispettata e valorizzata, non un semplice passatempo. Specie un certo tipo di lettura o la si fa bene o è meglio tornare alle stories di instagram.
Chiuditi in te stesso, alienati dal mondo e fai un colloquio con lo scrittore di turno: scoprirai che nel caos in cui viviamo ancora si può sentire, raffinando l’udito, una melodia di conoscenza dietro il bianco e nero dei tuoi libri!

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