Negoziare l’eredità – Considerazioni su “Ereditare” di Giacomo Pezzano (Meltemi editore) | Recensione

TITOLO: Ereditare. Il filo che unisce e separa le generazioni

AUTORE: Giacomo Pezzano

CASA EDITRICE: Meltemi editore

NUMERO DI PAGINE: 235

PREZZO DI COPERTINA: 18,00€


Da quando la filosofia ha incontrato Socrate e la sofistica, nel V secolo a.C., essa ha subìto un cambio di rotta repentino, notevole qual è stato lo spostamento dell’interesse filosofico, per così dire, dal cielo alla terra: non più (o non soltanto) il cosmo e le sue leggi, ma (soprattutto) l’uomo e i suoi problemi. Una nuova postura che ha mutato radicalmente le sorti del pensiero occidentale e l’idea di uomo che è venuta a costruirsi secolo dopo secolo, stratificazione dopo stratificazione.

Eppure, nonostante su, per e dall’uomo sia stato detto tanto, sempre marginale è stato lo spazio dedicato a una componente necessaria alla vita, per non dire alla sopravvivenza, dell’uomo in quanto singolo e in quanto specie: l’eredità. Rimasta lungamente sullo sfondo, l’eredità e le sue grandi domande vengono coraggiosamente a cadere sotto l’occhio di Giacomo Pezzano, PhD in filosofia e docente di Antropologia Filosofica all’Università di Torino.

Non a caso, in Ereditare. Il filo che unisce e separa le generazioni ritroviamo lampante questa dualità tra elementi squisitamente antropologici e riflessioni filosofiche, dati e problemi situati affianco a interpretazioni concettuali, problematizzazioni, domande. Il tutto con una lingua esperta ma fruibile, che lascia emergere tanto la pregnanza del tema quanto una volontà divulgativa da parte dell’autore.

Com’è chiaro, protagonista indiscusso dell’opera è l’eredità in ogni sua forma, dove per eredità si intendono dallo scenario simbolico-culturale alle relazioni biologiche, dai giochi e miti ai geni e agli schemi di comportamento, dalle ideologie politiche fino alle contraddizioni di ieri. Senza mai dimenticare che ereditare è tutto fuorché qualcosa di passivo, frontale, unidirezionale. Semmai, al contrario, quello dell’ereditare è un processo attivo, dialettico, a più sensi. Non solo, potremmo dire che nell’eredità il soggetto che riceve fa l’eredità tanto quanto l’eredità interviene sul soggetto stesso.

E quando si pensa che l’eredità sia un mero fatto economico-materiale secondo il classico topos del testamento letto dopo la scomparsa di un caro e a cui seguono case, denaro (o debiti), ecco che si pensa qualcosa di vero ma parziale. Certo, l’eredità è anche questo, ma non si esaurisce in questo. Anzi, ad essere ereditati sono anzitutto e in modo complementare tratti culturali e strutture biologiche, in quel nesso di coevoluzione bioculturale che determina l’uomo in quanto tale.

Bisogna comprendere quanto l’ereditare si caratterizzi per una dinamica sì utile e perfino indispensabile (chi e dove saremmo noi oggi senza memoria del passato, senza aver imparato dai suoi errori o anticipato possibili incidenti?), ma che implica comunque una negoziazione tra il noi presente, del qui ed ora, e il noi storico, di ieri. Si sceglie in modo operativo cosa fare del passato, con quanta incondizionatezza o disinteresse approcciarvisi, che lezioni trarne.

Sono infatti possibili due tipi di approccio alla dimensione ereditaria, opposti ma egualmente dannosi, quelli che Pezzano definisce “di destra” e “di sinistra”. Da una parte l’atteggiamento di chi, dimentico delle specificità del proprio tempo, si rifugia con osservanza e nostalgia nella propria eredità nella convinzione o speranza che esistere autenticamente significhi imitare alla lettera ciò che è stato e ora non è. E’ ciò che accade nel caso nei conservatori o tradizionalisti. Dall’altra l’atteggiamento di chi invece crede ci si possa fare totalmente da sé, propugna il mito del self-made man e annichilisce del tutto il portato delle proprie radici (biologiche, culturali, politiche, materiali). E’ il caso del postmoderno, del postumanesimo e di ogni risultato dalla liquefazione del presente.

Ciò che va evitato è proprio il radicalismo, la vana precomprensione che tra uomo ed eredità sussista un bipolarismo, un aut-aut o un’identità. In realtà le cose stanno diversamente: soggetto e oggetto si coimplicano, concausano, conchiamano senza per questo elidersi o coincidere del tutto. Anche in questo caso sembra valere il principio aristotelico dell’aurea medietas per cui la virtù starebbe nel mezzo.

Per evitare l’una e l’altra deriva è allora opportuno chiedersi a fondo cosa sia l’eredità, quali i suoi frutti, i suoi limiti, le possibilità e le disposizioni da assumere nei suoi confronti. Su questo e tanto altro fa luce Pezzano, chiarificando le tante dimensioni dell’ereditare, qui in quanto corredo biologico, lì in quanto schemi culturali, esaminando pro e contro della memetica (lo studio delle replicazioni e trasmissioni culturali) e arginando la sopravvalutazione della genetica, dimostrando come, in fondo, ereditare sia un po come hackerare un sistema: in entrambi i casi si negozia, si manomette, ci si appropria di un contenuto.

E allora chiudiamo proprio con le parole dell’autore, Giacomo Pezzano, che in poche righe ci fa capire quanto uno studio sull’uomo non possa prescindere da uno studio sull’eredità e come essa possa essere una chiave euristico-esegetica di grande valore per una filosofia dell’uomo:

Si tratta insomma di interfacciarsi con un vero e proprio “capitale semantico”, composto di una “ricchezza di risorse” di vario tipo: “idee, religioni, scienze, narrative, storie, poemi, abitudini e norme, musica e canzoni, giochi, esperienze personali e pubblicità”. Simile capitale viene prodotto, curato, consumato, trasmesso ed ereditato “in quanto esseri umani”, al fine di dare significato e senso alle cose, al mondo e se stessi […].”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.